Povia Giuseppe

La fama

Giuseppe Povia nasce – a dispetto del suo look “gggiovane” stile Fiorello ai tempi del Karaoke – nel lontano 1972 a Milano.
È un cantautore. Proprio come De André, Rino Gaetano, Lucio Dalla, Guccini e Battiato (…).
Il primo assaggio di celebrità arriva nel 2003, quando vince il Premio Recanati con la canzone “Mia sorella“, incentrata sul tema della bulimia.
Nel 2005 tenta di partecipare – con la sua memorabile “Quando i bambini fanno ooh…” – al Festival di Sanremo, ma viene respinto per aver già eseguito in pubblico la canzone.
Lo stesso anno vince il disco d’oro con l’album “Evviva i pazzi… che hanno capito cos’è l’amore“.
Ma è il 2006 l’anno della definitiva svolta: la vittoria della 56esima edizione del Festival di Sanremo con il brano “Vorrei avere il becco” sancisce la sua consacrazione nel panorama musicale mondiale e attesta la sua completa maturazione di artista a tutto tondo.

L’impegno sociale

Nel pieno rispetto della tradizione cantautorale italiana, Povia è sempre stato un artista impegnato.
Se inizialmente le sue riflessioni sulla società sono arginate dai naturali confini musicali (come lunghezza dei testi e musicalità), il Povia artista maturo decide di andare oltre la sola musica e di metterci faccia e penna: apre un canale su YouTube e diventa blogger.
Il suo carisma, l’intelligenza oltre la media e i valori scomodi di cui è portavoce, lo rendono ben preso un personaggio scomodo.
Questi gli episodi chiave che ci raccontano lo spessore del personaggio:

  • Nel 2007, partecipa al Family Day per difendere (da un non meglio precisato attacco) la “famiglia tradizionale” e attaccare il ddl sui DI.CO. (colpevole di dare qualche diritto in più ai conviventi, anche dello stesso sesso).
  • Il 2008 lo vede escluso dal Festival di Sanremo, ufficialmente perché la commissione selezionatrice ha bocciato la canzone proposta (“Uniti”, in coppia – non di fatto – con Baccini).
  • Nel 2009 si classifica al secondo posto nel Festival di Sanremo, non senza polemiche, con il brano “Luca era gay” che narra della ritrovata retta via di un omosessuale che “adesso sta con lei”.
  • Anche la partecipazione al festival del 2010 lo vede protagonista di numerose controversie. Il suo brano “La verità” è infatti ispirato alla vicenda di Eluana Englaro.
  • Tra il 2010 ed il 2013 è poco sotto ai riflettori per motivi di studio. Nel 2013, infatti, si laurea all’Università della Vita nella facoltà di Tuttologia.
  • Dal 2013, anche grazie al prestigioso titolo conseguito, rende vano ogni tentativo di parlare di lui con serietà.
Povia scalzo inginocchiato
Povia in adorazione del Signore

Lezioni di vita a piedi scalzi

Negli ultimi anni, indossa poco gli abiti del cantautore (il suo ultimo disco è del 2016, quello precedente del 2012) e mai le scarpe.
Al solito capello lungo e ad un vistoso crocifisso al collo ha, infatti, abbinato l’assenza di calzature.
Come un moderno figlio dei fiori, ma omofobo e razzista.
Sono pubbliche, infatti, le sue simpatie oltre che per Berlusconi, anche per Matteo Salvini e nel 2013 così si rivolge al ministro Kyenge:

L’Italia va gestita da italiani […] se si continua così l’Italia andrà in mano ai cinesi.

Ad una profonda conoscenza dei fenomeni migratori abbina una invidiabile competenza in campo medico, arrivando a dire, in un video pubblicato sulla sua pagina Facebook il 22 luglio 2016:

Vaccini? Se non fossimo invasi tutti i giorni da flussi migratori […]o se non fossimo invasi da cibi scadenti che arrivano da ogni parte del mondo portando spesso virus e malattie, sarei generalmente contro i vaccini“.

L’unica incertezza è sullo spirito patriottico: se nel 2015 lancia con italico orgoglio “Siamo Italiani Tour”, dopo poco si pente e al tricolore sostituisce la bandiera del Regno delle due Sicilie (del resto…cosa altro poteva fare un milanese?!).

 

 

 

 

 

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